Primi sopralluoghi e risultati

Fabiano Ventura scrive: “Siamo a Mestia, base logistica della nostra spedizione. Da qui ci stiamo preparando per una missione di 5-6 giorni sul Ghiacciaio Tuiber, importante debris covered glacier, ovvero “ghiacciaio con la fronte coperta di detrito morenico”. Mentre Kenneth e Riccardo si muoveranno con la guida George e alcuni portatori, per raggiungere in 2-3 giorni la lingua del ghiacciaio, ed iniziare ad effettuare i monitoraggi sul ritmo di fusione del ghiacciaio, io mi occuperò della ripetizione di alcune fotografie scattate oltre 127 anni fa da Mor Von Dechy ai Ghiacciai Zanner, Kageb ed allo stesso Tuiber. Il 1 agosto abbiamo salito la vetta del monte Guli (2925 mt.) per effettuare alcune riprese fotografiche ed avere il polso dell’attuale copertura nevosa sui ghiacciai della zona.

Il 2 agosto io e Riccardo, dopo un’intera giornata di ricerca su terreni al limite della praticabilità (fitta foresta di betulle e rododendri), abbiamo ritrovato il punto dal quale Vittorio Sella (121 anni fa) effettuò uno storico scatto fotografico al Ghiacciaio Chalaat. La ricognizione, oltre a constatare che il ghiacciaio Chalaat è fortemente arretrato (circa 3 km in lunghezza e 200 mt in spessore), è servita per constatare l’impossibilità di raggiungere il Ghiacciaio Leskir. I ponti per attraversare il torrente sono crollati, il sentiero è stato inghiottito dalla vegetazione e l’imponente ritiro frontale anche di questo ghiacciaio ne ha modificato la morfologia della fronte rendendola del tutto inaccessibile.

La sera del 4 agosto Marco e Luca (regista e cameraman del documentario) hanno effettuato un’intervista al simpatico gruppo di glaciologi georgiani in occasione di un incontro finalizzato allo scambio di informazioni e di collaborazione con l’Università di Tbilisi.

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