Si riparte per il ramo orientale di Glacier Bay National Park

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Il nostro capitano non ha ancora riparato il motore della sua barca, ma sta per arrivare un giorno intero di bel tempo e non vogliamo perderlo. Jim, che ci aveva già accompagnato alcuni giorni fa, ci conferma la sua disponibilità e decidiamo di partire per una missione in giornata nel ramo orientale della baia del Parco.

L’obiettivo della giornata è di ripetere alcune fotografie della fronte del ghiacciaio Muir, realizzate rispettivamente nel 1891 e nel 1941. In due ore e mezzo di navigazione a circa 40 miglia all’ora, raggiungiamo la spiaggia del Wolf Point, e, dopo qualche giro perlustrativo per visualizzare correttamente le prospettive delle montagne ritratte sulla fotografia storica, decidiamo il punto dove approdare. Non appena scesi dalla barca, Jim, impugnato il suo binocolo, ci urla di risalire velocemente, perché a cento metri da noi si avvicinava una femmina di orso grizzly con i suoi tre cuccioli.

Siamo contro vento, quindi fortunatamente gli orsi non hanno ancora sentito il nostro odore e ci vengono incontro camminando fra la spiaggia e la vegetazione. Arrivati davanti la nostra barca, mamma orsa sente qualche rumore e insospettendosi richiama i suoi cuccioli. La visione è fantastica, neanche Jim dice di aver visto dei grizzly a così poca distanza in tutta la sua vita, ed esclama: “unbelievable, only in Alaska…!”.

Dopo poco siamo di nuovo a terra per cercare il punto esatto da cui William Osgood Field nel 1941 aveva scattato la sua fotografia della fronte del ghiacciaio Muir. La vegetazione non ci permette di eseguire la fotografia dall’esatto punto di ripresa storico, ma la prospettiva è la stessa.

Saliti di nuovo in barca, ci dirigiamo verso la fronte attuale del ghiacciaio McBride. La strettoia per entrare nella baia è molto stretta e con una forte corrette date le grandi escursioni delle maree, che in questa zona a volte superano i 6 metri di dislivello. Per riuscire a passare, siamo costretti a fare lo slalom fra alcuni enormi iceberg, che si muovono velocemente verso l’esterno della strettoia. Entrati nella baia, incontriamo molte foche, che si riscaldano sugli iceberg più piatti, e una fitta colonia di gabbiano tridattilo.

La fronte del ghiacciaio è impressionante: ha una larghezza di quasi un chilometro, per cica 50 metri di altezza e la brezza catabatica si fa sentire. Usciti dalla baia, ci dirigiamo verso il Muir Point, da cui vorremmo ripetere la fotografia scattata da Harry Fielding Reid nel 1891. Arrivati dopo circa un’ora e mezza di navigazione vicino alla costa, due aquile pescatrici dalla testa bianca spiccano il volo per andarsi a rifugiare nella foresta. Con molta discrezione controlliamo se ci sono degli orsi nelle vicinanze e raggiungiamo un costone di un fiume per simulare l’altezza del ghiacciaio da cui oltre 120 anni fa il fotografo Harry Fielding Reid scattò la sua fotografia.

Ripetuta la fotografia con la stessa inquadratura, ormai stanchi della lunga giornata, ci mettiamo sulla via del ritorno e, come sempre, non mancano gli avvistamenti di orche, balene e leoni marini.

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